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Scienzain Piazza
Quando e dove

info@scienzainpiazzaolbia.it

, ora civile italiana Olbia, Sardegna 40.9236°N 9.4986°E, centro di Olbia

Chi ci ospita

Geasar

Dal 1985 · 4.128.015 passeggeri nel 2025

Scienza in Piazza si tiene dentro un aeroporto, e un aeroporto ha un gestore: Geasar. Questa pagina è per ringraziarla del servizio e dell’aiuto che dà alla realizzazione dell’evento, e degli spazi che mette a disposizione della manifestazione.

L’aeroporto di Olbia ospita la manifestazione dal 2025 — la quinta edizione olbiese, la prima in aeroporto, come la raccontava l’ANSA — e torna a ospitarla il 18 e 19 novembre 2026. Gli exhibit stanno al piano terra, l’Aula Magna al primo piano, i laboratori nelle aule didattiche. Il 18 novembre, alle 9:30, ai saluti istituzionali c’è anche il CEO di Geasar, Silvio Pippobello.

Per Geasar, ospitarla è una delle sue attività di responsabilità sociale d’impresa (CSR): lo scrive nella notizia sull’edizione 2025, quella dei 20 istituti del Nord Sardegna, dei 700 studenti e dei 90 docenti. La notizia sul sito di Geasar →

La società

Geasar S.p.A. gestisce l’aeroporto di Olbia. È stata costituita nel 1985 ed è diventata operativa nel marzo del 1989, quando il Ministero dei Trasporti le ha affidato l’aerostazione; nel 2004 ha ottenuto la concessione per la gestione totale dello scalo, per quarant’anni.

Del gruppo fanno parte Cortesa, che si occupa delle attività commerciali, Eccelsa Aviation, per l’aviazione generale, e Alisarda Real Estate. Tra le sue attività ci sono l’handling di linea e charter, la gestione e la manutenzione delle infrastrutture di volo e dell’aerostazione.

La sua visione è diventare, a livello internazionale, un aeroporto di riferimento per innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale, impatto sociale positivo e customer experience. Tra i punti della sua missione: favorire la destagionalizzazione e lo sviluppo turistico, economico e sociale della Sardegna, e promuovere progetti culturali, imprenditoriali e sociali sul territorio.

geasar.it, la società

L’aeroporto

Il nome
Aeroporto Olbia «Costa Smeralda - S.A. Principe Karim Aga Khan IV». All’inizio del 2026 l’aerostazione è stata intitolata al Principe: l’iniziativa è del Comune di Olbia, fortemente voluta da Geasar. Carta dei Servizi 2026, p. 4
I codici
IATA OLB, ICAO LIEO. geasar.it, la scheda tecnica
Quanti passeggeri
4.128.015 nel 2025: lo scalo ha superato i 4 milioni di passeggeri. Carta dei Servizi 2026, p. 3
L’aerostazione
Inaugurata il 6 giugno 2004, ha cinque pontili mobili. I terminal sono due: il T1 è aperto tutti i giorni dell’anno, il T2 nella stagione estiva, per il check-in dei voli charter. geasar.it, l’aerostazione · Carta dei Servizi 2026, p. 12

Con le scuole, e non solo adesso

Geasar lavora con la scuola e con l’università del territorio: è la stessa comunità a cui la manifestazione si rivolge, e per questo il grazie sta qui. Tra le attività che racconta:

  • il progetto «Airport Educational», ideato e realizzato insieme a ENAC: visite guidate in aeroporto per le scuole di ogni ordine e grado di Olbia e dintorni Carta dei Servizi 2026, p. 8
  • l’orientamento professionale per gli studenti delle superiori, i percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (PCTO) e gli stage estivi, in cui le aziende del gruppo ospitano i ragazzi Carta dei Servizi 2026, p. 8
  • i tirocini con il Polo Universitario di Olbia, l’Università di Sassari e altre università Carta dei Servizi 2026, p. 8
  • «La Nuova@Scuola», il progetto de La Nuova Sardegna che collega scuole e imprese: nel gennaio 2026, per la sesta edizione, le classi del Liceo Antonio Gramsci hanno visitato l’Ufficio Operazioni, l’Aviazione Generale e gli hangar Atitech geasar.it, La Nuova@Scuola

Per sapere come si entra in aeroporto — documenti, controlli, che cosa si può portare — le regole sono nella pagina Sicurezza in aeroporto.

Le informazioni vengono dal sito di Geasar e dalla Carta dei Servizi 2026 dell’Aeroporto Olbia Costa Smeralda, il documento con cui Geasar descrive i propri servizi, consultabile sul sito di ENAC. Dove le due fonti danno numeri diversi, il numero non c’è.

Un momento

Le prenotazioni sono aperte

Le prenotazioni per laboratori e conferenze sono aperte dal 3 novembre.

Prof. Pier Andrea Serra

Profilo

Prof. Pier Andrea Serra

Professore ordinario di Farmacologia · Università di Sassari

Il Prof. Pier Andrea Serra è Professore Ordinario di Farmacologia (SSD BIOS-11/A) presso la Facoltà di Medicina e il Dipartimento di Medicina, Chirurgia e Farmacia dell’Università degli Studi di Sassari, dove dirige il Laboratorio di Neurochimica e Biosensori. Laureato in Medicina a Sassari e dottore di ricerca in Farmacologia e Tossicologia, ha completato la sua formazione con un postdoctoral fellowship in Irlanda e negli USA, presso l’University College Dublin e la National University of Maynooth e il Wisconsin Sleep Center. La sua attività scientifica, documentata da oltre 200 pubblicazioni, si concentra sulla progettazione neurosensori per il monitoraggio in tempo reale di molecole in modelli di patologie neurodegenerative: un lavoro che lo ha portato a sviluppare anche modelli alternativi per lo studio delle neuroscienze, tra cui la blatta gigante del Madagascar (Gromphadorhina portentosa), oggi la sua «mascotte» scientifica particolarmente adatta a parlare di neuroscienze con un pubblico giovane.

Oggi si dedica in particolare allo sviluppo AI-supported di neurosensori.

La sua vocazione si estende però ben oltre il laboratorio: il Prof. Serra è una figura di riferimento del public engagement in Sardegna e in Italia. Nel 2019 è stato nominato Delegato dell’Ateneo per la Terza Missione e il Public Engagement e dal 2021 è Prorettore della Terza Missione dell’Uniss; dal 2025 è inoltre Presidente di APEnet, la Rete Italiana degli Enti e dei Centri di Ricerca per il Public Engagement. Ha coordinato l’organizzazione della Notte Europea dei Ricercatori di Sassari (Sharper), con formati pensati per scuole e cittadini — Caffè Scienza nei bar, talk ScienzArena. Supporta da anni l’iniziativa Scienza in piazza ad Olbia.

Con il territorio ha costruito collaborazioni concrete che ne fanno un interlocutore ideale per i docenti delle scuole primarie e secondarie poiché porta in aula un legame diretto tra laboratorio e pubblico, con strumenti semplici e temi accessibili come neuroscienze e malattie neurodegenerative, neurosensori e intelligenza artificiale, alimentazione e salute, citizen science e ruolo sociale della ricerca.

La conferenza

Adotta una A.I.

Giovedì 19 novembre · 10:00 – 10:45 · Aula Lodovici

Come i modelli locali di intelligenza artificiale stanno rivoluzionando il mondo del personal computing.

Per anni l’intelligenza artificiale ha vissuto «in affitto»: i modelli più potenti girano nei data center, noi inviamo i dati e riceviamo le risposte. Oggi sta cambiando tutto. I processori moderni — CPU, GPU e le nuove NPU — permettono di far girare i modelli direttamente sul proprio computer, in locale e senza dipendere dal cloud.

In questo intervento esploreremo cosa significa davvero «adottare» un’AI personale. Partiremo dalla distinzione tra System 1 e System 2 — i due modi di pensare, veloce e lento, intuitivo e deliberato, che le Neuroscienze hanno descritto per la mente umana e che ora ritroviamo nell’architettura dei sistemi di AI: modelli piccoli e rapidi per le reazioni istantanee, modelli grandi e «ragionanti» per i problemi complessi, e strategie ibride capaci di passare dall’uno all’altro.

Ci addentreremo poi nelle tecnologie che rendono possibile questa trasformazione: la local inference, che porta l’inferenza dei grandi modelli linguistici (LLM) direttamente sul dispositivo, e la local diffusion, che permette di generare immagini, suoni e musica sul proprio PC.

Ma un modello, da solo, non basta. A renderlo davvero utile è l’harness — l’impalcatura che trasforma il «cervello» dell’AI in un agente, fornendogli strumenti, memoria, gestione del contesto e la capacità di pianificare ed eseguire compiti multipasso. L’agente non si limita a rispondere: agisce, consulta, modifica e completa. È il passaggio dall’AI che parla all’AI che fa.

Analizzeremo i vantaggi di questo approccio — privacy, assenza di costi ricorrenti, funzionamento offline e latenza minima — senza tralasciare le sfide reali, come la potenza di calcolo richiesta, la gestione della memoria e la qualità dei modelli.

L’obiettivo è rispondere a una domanda fondamentale: la personal AI può diventare il nuovo «must have» domestico e aziendale? Così come il personal computer e lo smartphone sono diventati indispensabili, un’intelligenza personale — locale, privata e sempre disponibile — potrebbe presto ridefinire il nostro quotidiano?

Viale San Pietro, 07100 Sassaripaserra@uniss.it ORCID 0000-0003-2401-5146

Dott.ssa Annalisa Allocca

Profilo

Dott.ssa Annalisa Allocca

Ricercatrice · Università di Napoli Federico II · INFN

Dopo aver conseguito la laurea magistrale in Fisica presso l’Università di Napoli e il dottorato in Fisica presso l’Università di Siena, con una tesi dedicata all’esperimento Virgo, ha svolto attività di ricerca per cinque anni come assegnista presso l’Università di Pisa e l’INFN di Pisa, occupandosi della messa a punto e della caratterizzazione dell’interferometro Advanced Virgo. Dal 2020 ricopre il ruolo di ricercatrice presso l’Università di Napoli.

Nell’ambito degli esperimenti dedicati allo studio delle onde gravitazionali, in particolare Virgo ed Einstein Telescope (ET), svolge attività di ricerca sul rumore di inclinazione del suolo. Si occupa inoltre della caratterizzazione del sito sardo di Sos Enattos, candidato a ospitare l’Einstein Telescope, e dell’esperimento Archimedes, finalizzato alla misura dell’interazione tra le fluttuazioni del vuoto e la gravità, installato nei laboratori di superficie di Sos Enattos.

La conferenza

E se il vuoto pesasse? Alla scoperta dell’esperimento Archimedes nel silenzio di Lula

Mercoledì 18 novembre · 12:00 – 12:45 · Aula Magna

Anche quello che chiamiamo “vuoto” nasconde qualcosa di sorprendente: le fluttuazioni quantistiche, piccole e incessanti variazioni dell’energia che avvengono anche nello spazio apparentemente vuoto, dovute alle leggi della fisica quantistica. Ma questa energia invisibile ha un peso? E può influenzare la gravità?

Per rispondere a queste domande nasce l’esperimento Archimedes, che cerca di esplorare uno dei più grandi misteri della fisica moderna: il legame tra la meccanica quantistica e la gravità. L’idea è tanto semplice quanto affascinante: proprio come un oggetto immerso nell’acqua riceve una spinta verso l’alto, anche l’energia del vuoto potrebbe esercitare una forza su un corpo. Per verificarlo, utilizziamo una bilancia straordinariamente sensibile, campioni speciali e un laboratorio nel cuore della Sardegna, dove il silenzio sismico permette di ascoltare segnali debolissimi, nascosti nel rumore dell’ambiente.

La sfida si svolge a Sos Enattos, in Sardegna, un luogo particolarmente silenzioso e stabile, scelto anche come possibile sede del futuro Einstein Telescope, il grande osservatorio per le onde gravitazionali.

In questo incontro entreremo nel mondo della fisica moderna per scoprire cosa si nasconde nel vuoto, perché la gravità e la meccanica quantistica sembrano non andare completamente d’accordo e perché una domanda apparentemente semplice — il vuoto ha un peso? — potrebbe aiutarci a comprendere meglio le leggi fondamentali della natura.

Profilo

Prof. Sergio Stoccoro

Professore associato di Chimica generale e inorganica · Università di Sassari

Il Prof. Sergio Stoccoro è Professore Associato di Chimica Generale e Inorganica (CHIM/03) presso il Dipartimento di Scienze Chimiche, Fisiche, Matematiche e Naturali dell’Università di Sassari, dove è in servizio dal 2005 e dove era stato ricercatore dal 1990. Laureato in Chimica nel 1986 con 110/110 e lode, ha conseguito il dottorato di ricerca in Scienze Chimiche nel 1990. Insegna Chimica Generale e Inorganica, Storia e Didattica della Chimica e Chimica Inorganica Superiore.

Svolge attività di ricerca nell’ambito della chimica metallorganica e di coordinazione di leganti eterociclici azotati con metalli di transizione, e si è occupato anche di catalisi omogenea. Recentemente l’interesse si è rivolto all’applicazione di complessi metallici in campo biomedico e farmacologico, come antibatterici, antivirali e antitumorali. È coautore di oltre 84 articoli scientifici e di oltre 130 comunicazioni a congresso, ed è referee per riviste della Royal Society, dell’American Chemical Society e della Elsevier.

Accanto alla ricerca si dedica alla scuola e all’orientamento: dal 2010 è responsabile per l’Università di Sassari del Piano Lauree Scientifiche per la Chimica, dal 2016 è referente per l’orientamento del suo Dipartimento ed è stato organizzatore della selezione regionale sarda dei Giochi della Chimica. Da gennaio 2023 a dicembre 2025 è stato Presidente della Società Chimica Italiana, Sezione Sardegna.

La conferenza

Naturale o chimico? La chimica che non vediamo: miti, realtà e paradossi di “chimica zero” e “senza conservanti”

Giovedì 19 novembre · 9:00 – 9:45 · Aula Lodovici

«Naturale» significa davvero «buono» e «sicuro»? E tutto ciò che è «chimico» è necessariamente artificiale o dannoso?

La conferenza propone un viaggio nella chimica di tutti i giorni per mettere in discussione alcuni luoghi comuni diffusi dalla pubblicità, dai media e dai social network. Dall’acqua agli alimenti, dai farmaci ai cosmetici, la chimica è ovunque, anche quando non la vediamo.

Attraverso esempi semplici e sorprendenti, verranno analizzati concetti come «naturale», «chimico», «artificiale», «senza conservanti» e «chimica zero», mostrando che l’origine naturale di una sostanza non ne garantisce automaticamente la sicurezza e che una sostanza sintetica può essere chimicamente identica a quella presente in natura.

L’obiettivo è imparare a distinguere la scienza dagli slogan, per guardare alla chimica quotidiana con maggiore consapevolezza e spirito critico.

Via Vienna 2, 07100 Sassaristoccoro@uniss.it