- Autore
- Gian Nicola Cabizza — attribuzione inferito, non una firma
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- Dattiloscritto, non firmato
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- Una citazione estesa. Il testo integrale esce quando arriva l’autorizzazione scritta di chi lo ha scritto.
Perché è qui
È stato a lungo il documento che teneva insieme tutto il resto: l’unico a raccontare gli anni dopo il 2015, dove si ferma la tabella delle edizioni. Nell’ottobre 2026 l’organizzazione ha approvato una storia definitiva, ed è quella che il sito racconta nella pagina La storia. Su alcuni punti le due versioni non coincidono: la storia definitiva mette fra le scuole del 2005 il Nautico di Porto Torres e il Liceo Fermi di Alghero invece del liceo Marconi, nomina Rita Pistidda come promotrice della giornata, fa partire il nome Scienza in Piazza dal 2006 invece che dal 2007, non parla di sedi decentrate e colloca l’edizione online nel maggio 2021.
Questo resta comunque il racconto in prima persona di chi c’era, ed è per questo che sta in archivio. Qui sotto c’è quasi per intero; l’originale completo si scarica in fondo alla pagina.
«Proposi di dedicare una giornata pubblica al tema»
L’anno 2005, primo centenario della Relatività di Einstein, venne proclamato dalle Nazioni Unite anno mondiale della fisica. Al congresso dell’AIF del 2004, durante l’assemblea plenaria, proposi di dedicare una giornata pubblica al tema, promuovendo un evento all’aperto dal titolo Fisica in piazza. Accolsero la proposta alcuni colleghi, tra cui la ben conosciuta Silvia Jona Pugliese di Ivrea.
La data, e perché quella
L’equinozio non è una coincidenza suggestiva: è la condizione che rende possibile l’esperimento.
Nei mesi successivi rimasi in contatto con Silvia e concordammo la data del 21 marzo 2005, in considerazione della coincidenza con l’equinozio di primavera che si sarebbe verificato intorno alle 12, consentendoci di fare l’esperienza di Eratostene per la misura della circonferenza terrestre con la triangolazione Sassari-Ivrea. Inoltre la data cadeva di domenica, cosa che favoriva la partecipazione delle famiglie all’evento.
I 58 pannelli
Lavorai nell’autunno per una mostra sull’attualità dell’astrofisica, realizzando 58 pannelli che vennero esposti nello spazio museale del Masedu a Sassari, venne poi replicata a Roma al congresso nazionale di storia della Fisica.
La giornata
Col coordinamento dell’AIF si mobilitarono il Liceo Spano, l’ITI Angioj, l’Istituto d’arte, il liceo Marconi e l’associazione SAT - Società Astronomica Turritana che portò numerosi exhibit. Il Comune di Sassari diede il patrocinio e mise a disposizione tavoli, sedie e il supporto dei Vigili urbani. La giornata fu splendida e così il successo dell’evento Fisica in Piazza in tandem con Ivrea.
Tavoli, sedie e i vigili urbani: è la misura esatta di che cosa serve per mettere la scienza in una piazza.
Come diventa Scienza in Piazza
L’entusiasmo fu notevole, si avvicinarono nuovi insegnanti e l’anno successivo, il 2006 si decise di fare l’evento al chiuso, per la durata di tre giorni, nel padiglione dell’artigianato, le scuole partecipanti salirono a 9. Dal successivo 2007, al fine di favorire la partecipazione e la multidisciplinarità, la denominazione cambiò in Scienza in piazza. Così nacque Scienza in piazza, che crebbe continuamente, con la partecipazione di molte scuole, anche di Porto Torres e Castelsardo.
Vent’anni in cinque righe
Il documento chiude con il periodo che nessun’altra carta racconta: l’Università, la pandemia, le sedi decentrate, Olbia.
Nel 2016-2017-2018, grazie a Carlo Pensavalle, matematico dell’UNISS, si tenne negli spazi dell’Università. La pandemia del 2019-2020, obbligò all’evento online, successivamente vennero meno gli spazi a Sassari, ma l’evento ha continuato in sedi decentrate, Ittiri, Ploaghe, Alghero e così via. Nel 2021 nasce a Olbia Scienza in Piazza, inizialmente con una sola giornata, ma con una straordinaria crescita negli anni successivi grazie al lavoro instancabile di Antonietta Carbone.
Quattro note sul documento
Sull’autore. Il dattiloscritto è in prima persona ma non è firmato e non porta metadati d’autore. L’attribuzione a Gian Nicola Cabizza è un’inferenza, non un documento: viene da due email in cui Antonietta Carbone scrive «il documento che mi ha inviato Gian Nicola» e Rossana Quidacciolu «Ho visto il documento di Gian Nicola», e dal fatto che il cognome Cabizza compare in altri due punti indipendenti delle carte. È probabile, e finché resta probabile è così che va detto.
Sulla data. Il testo scrive «21 marzo 2005», ma nella stessa frase dice «equinozio intorno alle 12» e «la data cadeva di domenica». Il 21 marzo 2005 era un lunedì; l’equinozio cadde il 20; e le fotografie della giornata portano nei metadati la data del 20 marzo. Il sito riporta quello che dice la fonte, e la domanda è aperta.
Sul centenario. Il testo dice «primo centenario della Relatività di Einstein». Il 1905 è l’anno dei quattro articoli di Einstein, fra cui quello sulla relatività ristretta; la relatività generale è del 1915. Il 2005 fu proclamato Anno mondiale della fisica dalle Nazioni Unite proprio per quel centenario. La frase è imprecisa di una parola, e resta com’è.
Sulla pandemia. Il testo dice «la pandemia del 2019-2020». In Italia le edizioni in presenza si interrompono nel 2020: il 2019 è l’anno in cui il virus compare, non quello in cui ferma una manifestazione sarda. La linea del sito lo dice così; la fonte si riporta, non si corregge.