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Scienzain Piazza
Quando e dove

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, ora civile italiana Olbia, Sardegna 40.9236°N 9.4986°E, centro di Olbia

2026 · documento d’archivio

La nascita di Scienza in Piazza

Autore
Gian Nicola Cabizza — attribuzione inferito, non una firma
Pubblicato in
Dattiloscritto, non firmato
Su questa pagina
Una citazione estesa. Il testo integrale esce quando arriva l’autorizzazione scritta di chi lo ha scritto.

Scarica l’originale (PDF)

Perché è qui

È stato a lungo il documento che teneva insieme tutto il resto: l’unico a raccontare gli anni dopo il 2015, dove si ferma la tabella delle edizioni. Nell’ottobre 2026 l’organizzazione ha approvato una storia definitiva, ed è quella che il sito racconta nella pagina La storia. Su alcuni punti le due versioni non coincidono: la storia definitiva mette fra le scuole del 2005 il Nautico di Porto Torres e il Liceo Fermi di Alghero invece del liceo Marconi, nomina Rita Pistidda come promotrice della giornata, fa partire il nome Scienza in Piazza dal 2006 invece che dal 2007, non parla di sedi decentrate e colloca l’edizione online nel maggio 2021.

Questo resta comunque il racconto in prima persona di chi c’era, ed è per questo che sta in archivio. Qui sotto c’è quasi per intero; l’originale completo si scarica in fondo alla pagina.

«Proposi di dedicare una giornata pubblica al tema»

L’anno 2005, primo centenario della Relatività di Einstein, venne proclamato dalle Nazioni Unite anno mondiale della fisica. Al congresso dell’AIF del 2004, durante l’assemblea plenaria, proposi di dedicare una giornata pubblica al tema, promuovendo un evento all’aperto dal titolo Fisica in piazza. Accolsero la proposta alcuni colleghi, tra cui la ben conosciuta Silvia Jona Pugliese di Ivrea.

La data, e perché quella

L’equinozio non è una coincidenza suggestiva: è la condizione che rende possibile l’esperimento.

Nei mesi successivi rimasi in contatto con Silvia e concordammo la data del 21 marzo 2005, in considerazione della coincidenza con l’equinozio di primavera che si sarebbe verificato intorno alle 12, consentendoci di fare l’esperienza di Eratostene per la misura della circonferenza terrestre con la triangolazione Sassari-Ivrea. Inoltre la data cadeva di domenica, cosa che favoriva la partecipazione delle famiglie all’evento.

I 58 pannelli

Lavorai nell’autunno per una mostra sull’attualità dell’astrofisica, realizzando 58 pannelli che vennero esposti nello spazio museale del Masedu a Sassari, venne poi replicata a Roma al congresso nazionale di storia della Fisica.

La giornata

Col coordinamento dell’AIF si mobilitarono il Liceo Spano, l’ITI Angioj, l’Istituto d’arte, il liceo Marconi e l’associazione SAT - Società Astronomica Turritana che portò numerosi exhibit. Il Comune di Sassari diede il patrocinio e mise a disposizione tavoli, sedie e il supporto dei Vigili urbani. La giornata fu splendida e così il successo dell’evento Fisica in Piazza in tandem con Ivrea.

Tavoli, sedie e i vigili urbani: è la misura esatta di che cosa serve per mettere la scienza in una piazza.

Come diventa Scienza in Piazza

L’entusiasmo fu notevole, si avvicinarono nuovi insegnanti e l’anno successivo, il 2006 si decise di fare l’evento al chiuso, per la durata di tre giorni, nel padiglione dell’artigianato, le scuole partecipanti salirono a 9. Dal successivo 2007, al fine di favorire la partecipazione e la multidisciplinarità, la denominazione cambiò in Scienza in piazza. Così nacque Scienza in piazza, che crebbe continuamente, con la partecipazione di molte scuole, anche di Porto Torres e Castelsardo.

Vent’anni in cinque righe

Il documento chiude con il periodo che nessun’altra carta racconta: l’Università, la pandemia, le sedi decentrate, Olbia.

Nel 2016-2017-2018, grazie a Carlo Pensavalle, matematico dell’UNISS, si tenne negli spazi dell’Università. La pandemia del 2019-2020, obbligò all’evento online, successivamente vennero meno gli spazi a Sassari, ma l’evento ha continuato in sedi decentrate, Ittiri, Ploaghe, Alghero e così via. Nel 2021 nasce a Olbia Scienza in Piazza, inizialmente con una sola giornata, ma con una straordinaria crescita negli anni successivi grazie al lavoro instancabile di Antonietta Carbone.

Quattro note sul documento

Sull’autore. Il dattiloscritto è in prima persona ma non è firmato e non porta metadati d’autore. L’attribuzione a Gian Nicola Cabizza è un’inferenza, non un documento: viene da due email in cui Antonietta Carbone scrive «il documento che mi ha inviato Gian Nicola» e Rossana Quidacciolu «Ho visto il documento di Gian Nicola», e dal fatto che il cognome Cabizza compare in altri due punti indipendenti delle carte. È probabile, e finché resta probabile è così che va detto.

Sulla data. Il testo scrive «21 marzo 2005», ma nella stessa frase dice «equinozio intorno alle 12» e «la data cadeva di domenica». Il 21 marzo 2005 era un lunedì; l’equinozio cadde il 20; e le fotografie della giornata portano nei metadati la data del 20 marzo. Il sito riporta quello che dice la fonte, e la domanda è aperta.

Sul centenario. Il testo dice «primo centenario della Relatività di Einstein». Il 1905 è l’anno dei quattro articoli di Einstein, fra cui quello sulla relatività ristretta; la relatività generale è del 1915. Il 2005 fu proclamato Anno mondiale della fisica dalle Nazioni Unite proprio per quel centenario. La frase è imprecisa di una parola, e resta com’è.

Sulla pandemia. Il testo dice «la pandemia del 2019-2020». In Italia le edizioni in presenza si interrompono nel 2020: il 2019 è l’anno in cui il virus compare, non quello in cui ferma una manifestazione sarda. La linea del sito lo dice così; la fonte si riporta, non si corregge.

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Un momento

Le prenotazioni si aprono il 1° novembre 2026

Prenotazioni per laboratori e conferenze saranno aperte dal 1° novembre.

Prof. Pier Andrea Serra

Profilo

Prof. Pier Andrea Serra

Professore ordinario di Farmacologia · Università di Sassari

Il Prof. Pier Andrea Serra è Professore Ordinario di Farmacologia (SSD BIOS-11/A) presso la Facoltà di Medicina e il Dipartimento di Medicina, Chirurgia e Farmacia dell’Università degli Studi di Sassari, dove dirige il Laboratorio di Neurochimica e Biosensori. Laureato in Medicina a Sassari e dottore di ricerca in Farmacologia e Tossicologia, ha completato la sua formazione con un postdoctoral fellowship in Irlanda e negli USA, presso l’University College Dublin e la National University of Maynooth e il Wisconsin Sleep Center. La sua attività scientifica, documentata da oltre 200 pubblicazioni, si concentra sulla progettazione neurosensori per il monitoraggio in tempo reale di molecole in modelli di patologie neurodegenerative: un lavoro che lo ha portato a sviluppare anche modelli alternativi per lo studio delle neuroscienze, tra cui la blatta gigante del Madagascar (Gromphadorhina portentosa), oggi la sua «mascotte» scientifica particolarmente adatta a parlare di neuroscienze con un pubblico giovane.

Oggi si dedica in particolare allo sviluppo AI-supported di neurosensori.

La sua vocazione si estende però ben oltre il laboratorio: il Prof. Serra è una figura di riferimento del public engagement in Sardegna e in Italia. Nel 2019 è stato nominato Delegato dell’Ateneo per la Terza Missione e il Public Engagement e dal 2021 è Prorettore della Terza Missione dell’Uniss; dal 2025 è inoltre Presidente di APEnet, la Rete Italiana degli Enti e dei Centri di Ricerca per il Public Engagement. Ha coordinato l’organizzazione della Notte Europea dei Ricercatori di Sassari (Sharper), con formati pensati per scuole e cittadini — Caffè Scienza nei bar, talk ScienzArena. Supporta da anni l’iniziativa Scienza in piazza ad Olbia.

Con il territorio ha costruito collaborazioni concrete che ne fanno un interlocutore ideale per i docenti delle scuole primarie e secondarie poiché porta in aula un legame diretto tra laboratorio e pubblico, con strumenti semplici e temi accessibili come neuroscienze e malattie neurodegenerative, neurosensori e intelligenza artificiale, alimentazione e salute, citizen science e ruolo sociale della ricerca.

La conferenza

Adotta una A.I.

Venerdì 20 novembre · 10:00 – 10:45 · Aula Magna

Come i modelli locali di intelligenza artificiale stanno rivoluzionando il mondo del personal computing.

Per anni l’intelligenza artificiale ha vissuto «in affitto»: i modelli più potenti girano nei data center, noi inviamo i dati e riceviamo le risposte. Oggi sta cambiando tutto. I processori moderni — CPU, GPU e le nuove NPU — permettono di far girare i modelli direttamente sul proprio computer, in locale e senza dipendere dal cloud.

In questo intervento esploreremo cosa significa davvero «adottare» un’AI personale. Partiremo dalla distinzione tra System 1 e System 2 — i due modi di pensare, veloce e lento, intuitivo e deliberato, che le Neuroscienze hanno descritto per la mente umana e che ora ritroviamo nell’architettura dei sistemi di AI: modelli piccoli e rapidi per le reazioni istantanee, modelli grandi e «ragionanti» per i problemi complessi, e strategie ibride capaci di passare dall’uno all’altro.

Ci addentreremo poi nelle tecnologie che rendono possibile questa trasformazione: la local inference, che porta l’inferenza dei grandi modelli linguistici (LLM) direttamente sul dispositivo, e la local diffusion, che permette di generare immagini, suoni e musica sul proprio PC.

Ma un modello, da solo, non basta. A renderlo davvero utile è l’harness — l’impalcatura che trasforma il «cervello» dell’AI in un agente, fornendogli strumenti, memoria, gestione del contesto e la capacità di pianificare ed eseguire compiti multipasso. L’agente non si limita a rispondere: agisce, consulta, modifica e completa. È il passaggio dall’AI che parla all’AI che fa.

Analizzeremo i vantaggi di questo approccio — privacy, assenza di costi ricorrenti, funzionamento offline e latenza minima — senza tralasciare le sfide reali, come la potenza di calcolo richiesta, la gestione della memoria e la qualità dei modelli.

L’obiettivo è rispondere a una domanda fondamentale: la personal AI può diventare il nuovo «must have» domestico e aziendale? Così come il personal computer e lo smartphone sono diventati indispensabili, un’intelligenza personale — locale, privata e sempre disponibile — potrebbe presto ridefinire il nostro quotidiano?

Viale San Pietro, 07100 Sassaripaserra@uniss.it ORCID 0000-0003-2401-5146