Salta al contenuto
Scienzain Piazza
Quando e dove

info@scienzainpiazzaolbia.it

, ora civile italiana Olbia, Sardegna 40.9236°N 9.4986°E, centro di Olbia

2002 · documento d’archivio

Laboratori in vetrina: magia della chimica e dintorni

Autore
Rossana G. Quidacciolu
Pubblicato in
Presentazione, I.T.I. «G.M. Angioy», Sassari — file «storia mostra2003.ppt», creato il 17 novembre 2003
Su questa pagina
Una citazione estesa. Il testo integrale esce quando arriva l’autorizzazione scritta di chi lo ha scritto.

Aprile 2002, XII settimana scientifica. L’I.T.I. «G.M. Angioy» di Sassari apre i propri laboratori e mette gli esperimenti nei corridoi, con gli studenti davanti a spiegarli. Tre anni dopo quella stessa idea uscirà in Piazza d’Italia e diventerà Fisica in piazza.

Questa è la presentazione con cui la scuola raccontava la mostra. È l’unica carta che dica che cosa c’era davvero sui banchi.

Il progetto

IL PROGETTO «LABORATORI IN VETRINA»

Obiettivi del progetto Storia del progetto La Mostra L’attività Magia della chimica e dintorni Dopo la mostra….il PON

Gli obiettivi

Maturare la consapevolezza dell’importanza del: sapere di tipo scientifico, tecnologico e storico –letterario e filosofico; saper fare (modelli ed esperimenti); atteggiamento scientifico nell’interpretazione della realtà e nello sviluppo della propria cultura; usare forme di comunicazione verbale grafica e multimediale; lavorare in gruppo.

Le ultime due righe sono già il format. Usare forme di comunicazione e lavorare in gruppo non sono obiettivi da mostra: sono obiettivi da chi deve spiegare qualcosa a qualcun altro.

Le aree della mostra

La mostra era divisa per laboratorio — chimica, fisica, matematica, scienze, tecnologia — e aveva una sesta sezione:

La mostra: i lavori delle altre scuole

Altre scuole c’erano già, dentro i corridoi dell’Angioy, nel 2002. È il seme di quello che nel 2005 esce all’aperto, ed è la ragione per cui l’istituto rivendicherà «una parte di paternità» della manifestazione.

Magia della chimica e dintorni

Il percorso di chimica, esperimento per esperimento, con i titoli che avevano in mostra.

Il mistero dei bicchieri

Acqua Vino Latte Birra

Indicatori

Indicatori Caratteristiche Intervalli di viraggio Soluzioni a pH noto Preparazione standard Titolazione Diluizioni Indicatori naturali Schede botaniche Preparazione Indicatori di «laboratorio»

Gli indicatori naturali e le schede botaniche dicono che il pH si misurava anche con le piante raccolte, e che ogni pianta aveva la sua scheda.

La macchina a vapore

CENNI STORICI MACCHINA SAVERY MACCHINA NEWCOMEN MACCHINA WATT PROTOTIPO I.T.I BIBLIOGRAFIA

Savery, Newcomen, Watt: la storia della macchina a vapore in tre nomi, e in fondo alla fila il prototipo costruito nell’istituto. Non un modello comprato — il pezzo che avevano fatto loro, in coda ai tre originali.

Colorimetria

Il colore Colore delle soluzioni Colorimetria Colorimetria generalità Metodo delle rette di taratura Determinazione colorimetria Preparazione della soluzione madre Diluizioni

Ioni colorati

Chi la teneva in piedi

L’ultima diapositiva è l’elenco delle persone e delle cose che servivano perché la mostra esistesse:

Il Polo museale Le Aree di progetto Il Gruppo di progetto Il Coordinatore: Prof. Marcello Pinna Le classi e i gruppi classe I laboratori coinvolti: fisica, chimica , matematica, tecnologia e biologia Il ruolo del personale ATA

Marcello Pinna coordinò la prima edizione. Lo dicono anche gli Atti di Pisa, che parlano della sua «azione galvanizzante», e lo ripete Rossana Quidacciolu in una email del 2026, chiedendo che venga coinvolto nel recupero della memoria.

L’ultima riga merita di essere letta due volte: il ruolo del personale ATA. Una scuola che apre i suoi laboratori al pubblico non la aprono solo i docenti, e questa lo metteva a verbale.

Una nota sulla data

Il file si chiama storia mostra2003.ppt ed è stato messo insieme nel novembre 2003, ma le sue fotografie sono dell’aprile 2002: lo dicono 150 delle 156 date di scatto, e lo confermano gli Atti di Pisa. È la mostra del 2002 — la prima — raccontata l’anno dopo.

Le 105 fotografie che contiene non sono pubblicate: le liberatorie non ci sono.

← Tutte le carte dell’archivio

Un momento

Le prenotazioni si aprono il 1° novembre 2026

Prenotazioni per laboratori e conferenze saranno aperte dal 1° novembre.

Prof. Pier Andrea Serra

Profilo

Prof. Pier Andrea Serra

Professore ordinario di Farmacologia · Università di Sassari

Il Prof. Pier Andrea Serra è Professore Ordinario di Farmacologia (SSD BIOS-11/A) presso la Facoltà di Medicina e il Dipartimento di Medicina, Chirurgia e Farmacia dell’Università degli Studi di Sassari, dove dirige il Laboratorio di Neurochimica e Biosensori. Laureato in Medicina a Sassari e dottore di ricerca in Farmacologia e Tossicologia, ha completato la sua formazione con un postdoctoral fellowship in Irlanda e negli USA, presso l’University College Dublin e la National University of Maynooth e il Wisconsin Sleep Center. La sua attività scientifica, documentata da oltre 200 pubblicazioni, si concentra sulla progettazione neurosensori per il monitoraggio in tempo reale di molecole in modelli di patologie neurodegenerative: un lavoro che lo ha portato a sviluppare anche modelli alternativi per lo studio delle neuroscienze, tra cui la blatta gigante del Madagascar (Gromphadorhina portentosa), oggi la sua «mascotte» scientifica particolarmente adatta a parlare di neuroscienze con un pubblico giovane.

Oggi si dedica in particolare allo sviluppo AI-supported di neurosensori.

La sua vocazione si estende però ben oltre il laboratorio: il Prof. Serra è una figura di riferimento del public engagement in Sardegna e in Italia. Nel 2019 è stato nominato Delegato dell’Ateneo per la Terza Missione e il Public Engagement e dal 2021 è Prorettore della Terza Missione dell’Uniss; dal 2025 è inoltre Presidente di APEnet, la Rete Italiana degli Enti e dei Centri di Ricerca per il Public Engagement. Ha coordinato l’organizzazione della Notte Europea dei Ricercatori di Sassari (Sharper), con formati pensati per scuole e cittadini — Caffè Scienza nei bar, talk ScienzArena. Supporta da anni l’iniziativa Scienza in piazza ad Olbia.

Con il territorio ha costruito collaborazioni concrete che ne fanno un interlocutore ideale per i docenti delle scuole primarie e secondarie poiché porta in aula un legame diretto tra laboratorio e pubblico, con strumenti semplici e temi accessibili come neuroscienze e malattie neurodegenerative, neurosensori e intelligenza artificiale, alimentazione e salute, citizen science e ruolo sociale della ricerca.

La conferenza

Adotta una A.I.

Venerdì 20 novembre · 10:00 – 10:45 · Aula Magna

Come i modelli locali di intelligenza artificiale stanno rivoluzionando il mondo del personal computing.

Per anni l’intelligenza artificiale ha vissuto «in affitto»: i modelli più potenti girano nei data center, noi inviamo i dati e riceviamo le risposte. Oggi sta cambiando tutto. I processori moderni — CPU, GPU e le nuove NPU — permettono di far girare i modelli direttamente sul proprio computer, in locale e senza dipendere dal cloud.

In questo intervento esploreremo cosa significa davvero «adottare» un’AI personale. Partiremo dalla distinzione tra System 1 e System 2 — i due modi di pensare, veloce e lento, intuitivo e deliberato, che le Neuroscienze hanno descritto per la mente umana e che ora ritroviamo nell’architettura dei sistemi di AI: modelli piccoli e rapidi per le reazioni istantanee, modelli grandi e «ragionanti» per i problemi complessi, e strategie ibride capaci di passare dall’uno all’altro.

Ci addentreremo poi nelle tecnologie che rendono possibile questa trasformazione: la local inference, che porta l’inferenza dei grandi modelli linguistici (LLM) direttamente sul dispositivo, e la local diffusion, che permette di generare immagini, suoni e musica sul proprio PC.

Ma un modello, da solo, non basta. A renderlo davvero utile è l’harness — l’impalcatura che trasforma il «cervello» dell’AI in un agente, fornendogli strumenti, memoria, gestione del contesto e la capacità di pianificare ed eseguire compiti multipasso. L’agente non si limita a rispondere: agisce, consulta, modifica e completa. È il passaggio dall’AI che parla all’AI che fa.

Analizzeremo i vantaggi di questo approccio — privacy, assenza di costi ricorrenti, funzionamento offline e latenza minima — senza tralasciare le sfide reali, come la potenza di calcolo richiesta, la gestione della memoria e la qualità dei modelli.

L’obiettivo è rispondere a una domanda fondamentale: la personal AI può diventare il nuovo «must have» domestico e aziendale? Così come il personal computer e lo smartphone sono diventati indispensabili, un’intelligenza personale — locale, privata e sempre disponibile — potrebbe presto ridefinire il nostro quotidiano?

Viale San Pietro, 07100 Sassaripaserra@uniss.it ORCID 0000-0003-2401-5146